La Scuola che vorrei

Manca pochissimo al convegno Didattica Aperta 2012, un appuntamento importante per chi sogna (e si adopera per realizzare) una scuola moderna, digitale, aperta ed etica. La scuola è futuro, speranza di costruire un mondo migliore, è lì che si forma tutto: la cultura delle nozioni, ma anche la cultura personale, l’allenamento a ragionare, lo sviluppo delle proprie passioni. La scuola deve essere un luogo di libertà, condivisione e collaborazione, guarda caso valori portanti della filosofia del software libero. Usare strumenti aperti a scuola permette la libertà di scegliere con coscienza poi, oltre a realizzare un importante risparmio economico (che di questi tempi non è comunque poco).

In altra sede non molto tempo fa abbiamo discusso alcune proposte, sotto forma di linee guida, che ci piacerebbe fare al Ministero dell’Istruzione ora che si parla di Scuola Digitale, un PC per ogni classe, un tablet per ogni insegnante, ecc.
Queste proposte le pubblichiamo ora qua, per condividere le nostre idee e possibilmente stimolare un dibattito, e riguardano due argomenti: liberare i contenuti e liberare gli strumenti.

Contenuti

  • I contenuti, ovvero libri, dispense, slides, qualsiasi materiale di studio, devono essere fruibili a prescindere dalla piattaforma software, ovvero devono essere cross-platform. Un ebook ad esempio non può contenere DRM (Digital Rights Management) che ne limitino la lettura a pochi dispositivi o sistemi operativi, uno studente deve poterlo consultare sempre (garantire accessibilità nel tempo) e con qualsiasi device desideri.
  • La fruizione dei contenuti non deve obbligare lo studente a sostenere una spesa aggiuntiva, ovvero non deve essere costretto ad acquistare un software per poter consultare il materiale didattico.
  • I contenuti devono essere aperti: tutto ciò che è conoscenza consolidata e di pubblico dominio deve essere reso disponibile con licenza aperta. In tal senso va iniziata l’adozione sperimentale di libri open source, sull’esempio del “California Open Source Textbook Project” (ora ufficialmente legge).
    Per libri e contenuti specifici privilegiare i contenuti liberi e/o di pubblico dominio offerti da risorse online quali:

    • Wikipedia (insegnanti ed allievi possono addirittura collaborare per arricchirne i contenuti visto che è un progetto collaborativo)
    • Progetto Gutenberg, la ricchissima biblioteca online di testi liberi disponibili in quanto di pubblico dominio, o mai coperti da diritto d’autore o da copyright, o in quanto decaduti questi vincoli.
    • Europeana, la biblioteca digitale europea che offre già circa 20 milioni di opere di pubblico dominio.
    • Altre similari.
  • Rendere standard il formato ODF per i documenti di tipo “office” scolastici. Lo standard ISO di tale formato può essere una leva per spingerne l’adozione, come anche la disponibilità di suite multipiattaforma di buon livello (Libre e Open Office, ecc.). E’ un formato aperto quindi anche i software proprietari possono supportarlo senza difficoltà.

Strumenti

Per strumenti si intendono hardware e software utilizzati/messi a disposizione all’interno delle strutture scolastiche. Su questo punto non andremmo ad inventare niente, il Dossier Scuola contiene una buona quantità di case-studies ottimi come referenze e pronti per essere replicati.

Un lavoro integrativo utile sarebbe estrapolare due tipologie di migrazione (o due per tipologia di applicazione) a GNU/Linux e al Software Libero emblematiche:

  • Adozione “low-cost”, ovvero la migrazione al Software Libero più indolore possibile che passa per il riuso di tutto il materiale già in possesso della struttura scolastica.
  • Adozione “non-plus-ultra”, ovvero mostrare il massimo delle possibilità del software libero avendo un budget di un certo livello e potendo acquistare materiale nuovo.

Considerazioni

Se ci fosse da scegliere, la battaglia per liberare i contenuti è a nostro avviso prioritaria, e forse anche più facile da affrontare, di quella per liberare gli strumenti. Liberare i contenuti incide in maniera diretta e notevole sul portafoglio delle famiglie, i libri di testo sono costosissimi, e averli digitali e cross-platform consente la libertà di usare PC e software già in possesso senza ulteriori spese. E’ anche un progetto stimolante a livello didattico, insegnanti e allievi possono collaborare per realizzare open-books o per arricchire le risorse online.

L’adozione di software libero nelle aule informatiche può incontrare favori soprattutto nel caso “low-cost”, una scuola con materiale obsoleto e con poco budget può vedere di buon grado la migrazione se porta strumenti aggiornati e all’avanguardia senza “dissanguarsi”. L’amministrazione scolastica farebbe anche bella figura con le famiglie. L’adozione legata a una spesa per materiale nuovo invece potrebbe facilmente incontrare ostacoli di natura “politica” (e non aggiungiamo altro, ci siamo capiti).

Un’ultima considerazione la vogliamo riservare agli strumenti web da impiegare nella didattica: per nessun motivo devono essere utilizzati motori di ricerca, servizi e qualsivoglia strumenti di natura commerciale, che traccino gli utenti, che vendano pubblicità, ecc. Non esiste Google, non esiste Facebook, niente di tutto ciò. Gli studenti sono a scuola per apprendere, non per diventare oggetto di speculazione da parte di providers esterni. Ci sono tantissime e ottime risorse libere ed etiche a cui attingere, ciò che manca va eventualmente creato, ovviamente come software o contenuto libero. All’interno della scuola vanno preservati e resi in grado di scegliere con coscienza, anzi sarebbero utili lezioni per sensibilizzare ai rischi sulla rete e sui social networks, alla privacy, alla lunga memoria del web, ecc.

Queste sono le nostre considerazioni, aspettiamo le vostre 🙂