Il codice Open Source che seminiamo in rete diventa Curriculum

Il codice Open Source che seminiamo in rete diventa Curriculum

Può essere la nuova frontiera della meritocrazia: soprassato il classico Curriculum Vitae, è la nostra impronta digitale in rete a parlare per noi. Il codice Open Source che pubblichiamo su Github o Launchpad, i post che scriviamo sui blog, i messaggi che inviamo via Twitter… Questo insieme di informazioni può descrivere la nostra competenza professionale e le nostre attitudini meglio di qualunque documento.

Il Fatto Quotidiano racconta la storia della Gild, un’azienda californiana che vede tra i suoi fondatori un italiano: Luca Bonmassar, 32enne ingegnere informatico di Massa Carrara. Gild si occupa di selezione professionale per grandi aziende ed in particolare di talenti informatici. Ed è proprio Luca a proporre un nuovo approccio: non attendere che i candidati si presentino all’azienda ma scoprirli in anticipo analizzando i cosiddetti “Big Data”, il mare di informazioni presenti in rete. Il codice Open Source, essendo appunto aperto, parla per noi dimostrando le nostre capacità. Ciò che scriviamo nei social media delinea il nostro profilo personale. Il modo con cui ci rapportiamo agli altri utenti dimostra la nostra attitudine a lavorare in un team.

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Grazie a questa svolta la Gild sta crescendo in fretta (da 10 a 40 dipendenti in 6 mesi) annoverando tra i propri clienti anche colossi come Google e Facebook. Una bella storia, che aggiunge un altro punto a favore all’Open Source e ai Social Media.