La forte spinta per un hardware più equo

La forte spinta per un hardware più equo

Sebbene i luoghi comuni siano concetti solitamente frutto di ignoranza e superficialità e quindi negativi, possiamo dire di averne individuato uno positivo e ben applicabile e rappresentativo: “Le persone interessate ad un hardware più equo (nelle modalità in cui viene prodotto, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e della sostenibilità ambientale) sono anche più aperte ad argomenti come il software Open Source”. E viceversa.

Open Source ed equità sono concetti molto vicini: lo sviluppo collaborativo, la comunità, la diffusione del sapere libero, il confronto costruttivo, sono punti forti dell’Open Source che ne costituiscono il carattere etico e che comprensibilmente possono tendere al desiderio di migliorare anche l’aspetto hardware, tant’è che esiste l’Open Hardware. E una tecnologia (e filosofia, se vogliamo) che porta un benessere così diffuso non può certo tollerare di fondarsi sulla sofferenza e sullo sfruttamento altrui o del nostro pianeta.

È dunque comprensibile come ad esempio il progetto FairPhone abbia subito suscitato l’entusiasmo e l’interesse della comunità Open Source (fioccano le richieste di porting di Replicant, Firefox OS e Ubuntu Touch) o per contro lo scetticismo per l’accordo di partnership tra la controversa Foxconn e Mozilla.

È dunque un sogno che il cosiddetto progresso possa interpretare questo desiderio collettivo? Forse no, specialmente se si osserva ad esempio l’universo dei “makers” che basano i propri concetti sì sull’innovazione, ma anche sulla produzione locale a “km zero” e sul brand inteso come “percezione di valori”.

Siamo fiduciosi, grazie alla rete i segnali ci sono e si moltiplicano in maniera diffusa 🙂

the great recovery

Immagini via The Great Recovery – www.greatrecovery.org.uk