Un modello di business sostenibile per il Web

E’ possibile un modello di business per il web che sia rispettoso della privacy degli utenti? I colossi del web offrono servizi per cui l’utente non paga in denaro bensì con proprie informazioni sensibili e in modo spesso poco consapevole. I providers di questi servizi spesso non ottengono solo un giusto guadagno, ma miliardi di dollari e posizioni dominanti sul mercato. C’è un punto di equilibrio tra providers e utenti? Un giusto guadagno per i primi e un servizio di qualità ma non invasivo per i secondi?

La risposta è sì, ovviamente 🙂
Lo “stalking” dei movimenti dell’utente sul web per alimentare il business dell’advertising rende tantissimo lo sappiamo ed è facile e pratico per i providers di servizi, forti del fatto che ad oggi non esiste ancora una “carta dei diritti digitali” a tutelare gli internauti. Ma siamo onestamente stufi di vivere sulla difensiva e dover studiare il manuale del perfetto hacker per imparare a difenderci (ci sono tante altre belle cose da fare nel tempo libero, no?), quindi vogliamo ragionare su tutti i modelli di business alternativi che ci vengono in mente 😉 A scanso di equivoci premettiamo che non siamo esperti di marketing, le nostre considerazioni sono frutto del nostro lavoro “social-giornalistico” e di ricerca personale.

I servizi web
L’argomento sono i servizi web (preferibilmente open source o che utilizzino tecnologia open source) quindi parliamo di mail, chat, social networks, hosting e condivisione di foto, video, musica e files in genere, giochi online singoli o di gruppo, mappe e servizi di navigazione, ecc. Tutto ciò che è attività sul web e che quasi automaticamente è anche mobile.

Privacy e rispetto dell’utente
Passa prima di tutto per la trasparenza e la chiarezza dei termini di servizio, poi sicuramente per la semplice e sicura gestione da parte dell’utente dei propri dati sensibili, dalla possibilità di cancellarsi dal servizio cancellando ogni dato che lo riguardi, nel caso che l’utente carichi online propri files deve rimanerne proprietario come dei propri contenuti generati sui social networks (oppure come su identi.ca sono chiaramente pubblicati sotto Creative Commons), ecc.

Fare-soldi-senza-ammorbare-gli-utenti how-to:

Donazioni
Tipico modello dei progetti etici, permette un servizio rispettoso dell’utente.
Purtroppo è la più incerta tra le fonti di sostentamento di un’attività web e può essere attuato principalmente a progetto già operativo (quindi bisogna investirci molto senza garanzie), ma è possibile farlo funzionare, o almeno ottimizzarlo, con alcuni accorgimenti.
Sempre più spesso i progetti più importanti non chiedono più donazioni spaiate e istantanee, ma donazioni-abbonamento, ovvero quote fisse di donazione mensile (rescindibile dall’utente in ogni momento e senza problemi) che forniscono una prospettiva già più affidabile al provider del servizio. Progetti di questo genere ovviamente dovrebbero essere open source e fortemente comunitari per massimizzare il contributo volontario (che in fondo è una donazione anch’essa). E’ opportuno fare campagne periodiche per la richiesta di donazioni, piuttosto che essere insistenti con richieste costanti. Chiedere donazioni ovviamente implica mostrare lavoro svolto (qualità di servizio, miglioramenti, ecc.), e piuttosto frequentemente.

Crowd funding
E’ un’evoluzione del modello a donazioni, il crowd funding è un sistema per finanziare i più disparati progetti sempre più diffusa (e dobbiamo dire efficace). Può contare su numerose piattaforme consolidate per la proposta dei progetti, possiamo citare ad esempio Indiegogo e Kickstarter, ma ce ne sono davvero tante. Affidarsi a questo modello vuol dire soprattutto presentare il proprio progetto in maniera efficace e coivolgente e preventivare bene il costo per la sua realizzazione cercando di non sparare troppo alto. Per il supporto a queste operazioni esistono anche opportuni “incubatori”, ovvero progetti per accelerare lo sviluppo di imprese. Tra questi possiamo citare WebFWD di Mozilla che ha già lanciato diversi servizi web open source (Open Photo, Cash Music, ecc.).
Questo modello permette un servizio rispettoso dell’utente, perchè se funziona la raccolta fondi può vivere tranquillamente di vita propria fino alla sua realizzazione. Per il sostentamento, molto meno oneroso ovviamente, può scegliere un altro modello “sostenibile” o fare una nuova, minore, raccolta fondi.

Vendita gadgets e accessori
Di solito abbinata alle donazioni, da sola può far poco. Richiede grafiche accattivanti, mascotte simpatiche, accessori utili e di bel design… In pratica è una donazione con “omaggio” per l’utente sostenitore.

Vendita di app mobili legate al servizio web
Le apps sono ormai d’obbligo per qualsiasi servizio web, possono essere vendute a prezzo contenuto puntando su un gran numero di downloads. A dispetto di quanto comunemente si crede, le app in vendita possono essere open source (lo dice anche Stallman). Il rischio di vedersele clonare e rivendere gratis può essere minimizzato puntando sullo scopo “donativo” dell’acquisto e sul buon rapporto con i propri utenti, cosa utile anche per difendersi anche dalla concorrenza di app terze. Questo modello permette un servizio rispettoso dell’utente, ma è una fonte incerta e non continua (per favorire la continuità si possono aggiornare periodicamente le apps).

Pubblicità
Ebbene sì, esiste anche la pubblicità “buona”, ovvero quella che non traccia l’utente. Rende sicuramente di meno di quella “mirata”, ma può essere un introito costante ed affidabile. Il provider del servizio ovviamente deve fare in modo che non sia invasiva, ma se gli utenti accettano la pubblicità “tracciante” a maggior ragione possono tollerare quella non tracciante 😉

Servizi a pagamento
Il metodo più diretto, far pagare agli utenti il servizio di cui usufruiscono. Anche qui ci vogliono mille cautele per far sì che gli utenti siano disposti a pagare voi piuttosto che rivolgersi a un concorrente che non fa pagare (ma stalkera senza pietà). Solitamente in questi casi si offre un servizio base gratuito e uno “premium” a pagamento. E’ un po’ fastidioso per l’utente ma il servizio base può essere abbinato a pubblicità “buona”.

Vendita servizi enterprise
Se il tipo di servizio offerto lo consente si può puntare alla fascia business offrendo servizi ad hoc, sicurezza, supporto pronto e qualificato, ecc. Gli introiti di fascia business possono aiutare a mantenere un servizio consumer “sostenibile” che a sua volta può dare un valido contributo di immagine e pubblicitario.

In conclusione
Questo articolo non vuole essere una mera analisi della situazione passiva, ma uno stimolo a chi vuole intraprendere una nuova attività sul web. Chi lo ha detto che le startup di successo possano nascere solo all’estero? (Questo è un altro avvincente argomento per il #BloggersContest 😉 )
Un servizio web che fa del rispetto della privacy dei propri utenti una bandiera, ha un valore aggiunto, se è open source ne ha due.
A tal proposito possiamo fare l’esempio del motore di ricerca DuckDuckGo che deve il suo successo, e la sua costante ascesa, alla forte campagna sulla privacy distinguendosi fortemente dalla condotta di Google, vedi campagne “Don’t Track” e “Don’t Bubble”: https://duckduckgo.com/privacy.html
I vari modelli che abbiamo citato possono essere facilmente sommati fra loro a seconda delle esigenze, sta a voi trovare la chiave del successo, forza con le idee! :))