L’era post-PC

Non è più una tendenza, la stiamo vivendo già da parecchio… Ormai tutte le fiere dedicate all’elettronica di consumo sono dominate da smartphone e tablet. I PC per non sparire del tutto hanno dovuto un po’ reinventarsi: i netbook sono cresciuti di taglia, prestazioni e design e sono diventati gli “ultraportatili”, i laptop pure sono stati contaminati diventando “ultrabook”: più sottili, leggeri, più parchi nei consumi di batteria e presto pure “touch”; oppure stravolti nella sostanza per diventare Chromebook, ovvero device totalmente orientati al Web. Per i desktop vediamo eleganti soluzioni all-in-one e ovviamente non spariranno mai quelli votati ai gravosi impieghi di gaming, grafica, video-editing, ecc. (stiamo parlando sempre di ambito consumer).

In questo contesto la crisi come ha inciso? In pratica ha posto gli utenti di fronte a una scelta del tipo “o uno o l’altro” e, visto i prezzi sempre più bassi e i contenuti sempre più fruibili, in molti hanno optato per il tablet o uno smartphone taglia “large” al posto del PC in quanto il protagonista delle attività degli utenti è sostanzialmente il Web e i servizi che offre.

Complici, oltre ai siti tradizionali, blog, giochi, video e musica, sono certamente i social network, ora diventati veri e propri social media, ovvero fonte di informazione, intrattenimento, propaganda, ecc. a misura di device mobile. Dunque abbiamo un mondo a portata di palmo di mano e giustamente il vecchio PC assume un ruolo secondario nella nostra quotidianità non lavorativa.

E Linux (poco GNU ormai) e l’Open Source come si pongono di fronte a questa realtà?

Sono sempre protagonisti ovviamente, a partire dal motore di Web e dei servizi mobili: Linux e il Software Open Source sono una risorsa affidabile, economica e al tempo stesso innovativa, basta notare quanto colossi come Google, Facebook, Twitter, ecc. investano in essa.

Anche per quanto riguarda i device Linux è sempre stato avanti ricordiamo Maemo sui MID Nokia, Moblin sui netbook (che prestò il proprio Desktop Enviroment a numerose distro tra cui Ubuntu, Fedora e openSUSE) poi ovviamente Android che passo dopo passo conquistò la scena. Fino ad arrivare ai giorni nostri e a questo 2013 che vedrà il concretizzarsi di tanti progetti Open Source basati su Linux: Ubuntu e il suo innovativo ecosistema, FirefoxOS e la forza dell’Open Web, Tizen se Samsung si decide ad osare, Open webOS se HP prende coraggio, SailfishOS se Jolla si decidesse a credere totalmente nell’Open Source… E non dimentichiamo l’importante lavoro di KDE su Plasma Active e di Gnome sull’atteso GnomeOS.

Per un Web più aperto e soprattutto rispettoso dei propri utenti c’è invece ancora molto lavoro da fare, chi ci segue con costanza sa quanto abbiamo trattato e quanto ancora tratteremo l’argomento. Per qualche spunto “di libertà” vi rimandiamo alla nostra rubrica Servizi Web Liberi, che sarà l’argomento portante del nostro OpenTalk del 2 Maggio ospiti del Pordenone LUG, non mancate! 🙂