Unhosted, il piano B per salvare il Web

Unhosted, il piano B per salvare il Web

In pochi anni, complici lo sviluppo delle tecnologie mobili e delle piattaforme sociali, siamo diventati dipendenti dai servizi web (SaaS, Software as a Service) ed abbiamo affidato i nostri dati personali ad aziende private che spesso ne hanno abusato o che hanno offerto falle di sicurezza a portata di cracker. Ma quali sono le alternative?

Una è quella di usare Servizi Liberi, quindi il cui software lato server sia Open Source e quindi “trasparente” e che garantisca possesso, controllo e sicurezza dei dati ai propri utenti nei termini ad esempio indicati dallo User Data Manifesto.

Quella di Unhosted Web Apps invece è un’idea fuori dagli schemi: applicazioni web (quindi multipiattaforma) “serverless” i cui dati rimangono nel web browser. Le applicazioni “unhosted” possono essere collegate al proprio server personale, o in alternativa ad uno “fidato” (via RemoteStorage), per poter sincronizzare i propri dati su più PC o dispositivi.

unhosted_archÈ un concetto molto efficace e totalmente applicabile a tutti quei casi in cui c’è interazione solo tra l’utente e il software come ad esempio app di scrittura note, to-do-list, player musicali, sveglia, ecc. Per le applicazioni sociali invece è applicabile solo in parte (ma è già qualcosa), qui un esempio con Facebook e Twitter.

Qui invece trovate un po’ di applicazioni demo per saggiare le possibilità di questo sistema: Example Apps | Unhosted

Il sito è molto dettagliato e offre guide passo-passo per entrare nel mondo delle applicazioni “unhosted”, vi consigliamo vivamente di leggerlo e cimentarvi! 🙂