Jolla Phone: due metà, mille combinazioni

Jolla Phone: due metà, mille combinazioni

Ha avuto coraggio questo gruppo di ex-dipendenti Nokia (reparto Maemo-MeeGo) ad andarsene dopo essere stati messi in un angolo a causa di una partnership con Microsoft che peraltro sta affossando l’azienda che fu leader indiscussa della telefonia mobile, ed avviare Jolla Mobile, una piccola startup tuffatasi nella mischia di un mercato più combattuto che mai.

Quali sono gli ingredienti che Jolla mette in campo? Innanzitutto un cuore Linux: Mer, il fork comunitario del defunto MeeGo; una community vivace e coesa (come nella migliore tradizione del progetti open); la voglia di creare assieme qualcosa di nuovo, di diverso. Il motto è non più DIY, do-it-yourself, bensì DIT, do-it-together. Qualche indizio della bontà di questi ingredienti lo si era percepito anche gli scorsi giorni in cui molti utenti hanno deciso di preordinare il proprio Jolla Phone in fiducia, senza neanche averlo visto da lontano… Non è cosa da poco, non credete?

Ma veniamo al telefono: il concetto portante del design è quello di due metà che si corrispondono. C’è la metà lato display formata da una cornice in alluminio anodizzato che ospita uno schermo da 4.5″ senza tasti fisici, un processore dual-core, uno storage locale da 16 GB espandibile via microSD, una fotocamera da 8 megapixel, connettività LTE ed una batteria rimpiazzabile dall’utente. L’altra metà è stata mostrata come una serie di coloratissime skin (eredità della Nokia dei tempi migliori) che tuttavia possono diventare molto di più. L’idea è di accogliere terze parti che offrano funzionalità aggiuntive, come ad esempio una tastiera fisica. Un’altra caratteristica che potrebbe fare la differenza è il supporto alle applicazioni Android (non sappiamo con quali limiti).

I preordini sono già partiti (si parla di un prezzo di 399 euro) e le consegne sono previste per fine anno, quanti di voi si faranno tentare?

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