Che cos'è la Net Neutrality

Che cos’è la Net Neutrality

L’accesso alla rete è fornito da diversi provider di servizi privati, pensate a cosa succederebbe se queste aziende stabilissero accordi commerciali con altri provider per favorire i loro servizi e penalizzare i servizi concorrenti. Ad esempio immaginiamo (per assurdo) che Telecom si accordi con Google per far sì che l’accesso a Youtube sia superveloce, mente l’accesso a Vimeo, concorrente di Youtube, sia rallentato. Oppure immaginiamo (sempre per assurdo) che Fastweb si accordi con La7 per rendere il suo streaming più veloce rispetto a quello della RAI. Oppure immaginiamo (ancora per assurdo) che la 3 favorisca i siti ospitati da Aruba e penalizzi quelli ospitati da altri hosting. Insomma che succederebbe se internet viaggiasse a più velocità e se i contenuti fossero trattati in maniera differente o addirittura filtrati?

La Net Neutrality stabilisce proprio questo, che non devono esserci più velocità e che nessun contenuto sia privilegiato rispetto ad altri. La definizione di Wikipedia che più ci sembra azzeccata è quella di Tim Wu, un accademico che ha reso popolare il termine, “La network neutrality è definita nel modo migliore come un principio di progettazione. L’idea è che una rete informativa pubblica massimamente utile aspiri a trattare tutti i contenuti, siti, e piattaforme allo stesso modo. Ciò permette alla rete di trasportare ogni forma di informazione e di supportare ogni tipo di applicazione. Il principio suggerisce che le reti informative abbiano maggior valore quando è minore la loro specializzazione – quando sono una piattaforma per usi diversi, presenti e futuri.”

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L’Unione Europea crede nell’importanza della neutralità della rete ed è al lavoro da alcuni anni per supportare a livello normativo questo principio. Qualche giorno fa il commissario europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes ha fornito un resoconto del lavoro che si sta svolgendo e fatto numerose considerazioni importanti. Ecco alcuni estratti:

“Internet è un importante luogo in cui praticare ed apprezzare la libertà, un luogo per innovare e implementare idee senza dover chiedere il permesso a nessuno e un forum aperto ad ogni tipo di attività. […] È per questo che ci sono così tanti ottimi servizi online a disposizione di tutti, ed è per questo che le persone sono pronte a pagare per connessioni di altà qualità e sono contrariate se non ne ricevono. […]

Apertura (openness) e libertà sono valori che sono determinata a difendere ovunque. Sono appena tornata da un viaggio in Egitto, la Primavera Araba ci ha mostrato la potenza di Internet, dunque sono determinata a supportare e sostenere quella rete aperta ed unificata e diffondere i valori democratici in tutto il mondo e qui in Europa. È per questo che abbiamo la nostra strategia di “non disconnessione”, aiutando gli attivisti di tutto il mondo nell’usare gli strumenti tecnologici per battersi per la libertà. […]

Anche se siamo d’accordo sui valori il dibattito non è semplice. Prendete per esempio la rete autostradale, un’altra rete aperta. Puoi andare dove voi, guidare e visitare qualsiasi posto. Tuttavia le nostre strade non sono un luogo di anarchia, non sono senza legge: ci sono i semafori, i limiti di velocità, il codice della strada… Dall’altra parte non sono neanche iper-regolamentate: nessuno stato ti impone che tipo di veicolo comprare o dove guidare, e per quanto aperta alla circolazione sia questa rete, ci sono dei costi da sostenere, o attraverso le tasse o attraverso i pedaggi. Il punto non è che Internet sia come una rete stradale, non lo è, sono reti differenti. Il punto è che, per ogni rete aperta, trovare il giusto equilibrio non è una cosa ovvia. […]

L’esplosione dei dati online comporta che la rete è congestionata. I provider di servizi hanno bisogno di investire nella capacità della rete per andare incontro alla domanda e una giusta piattaforma normativa può aiutarli a farlo. Ma, nei momenti di picco, il controllo del traffico continuerà in ogni caso a giocare un ruolo e senza dubbio per legittime ed oggettive ragioni, come separare il traffico critico da quello meno urgente. Diversi provider gestiscono già il traffico in questo modo, evitando le congestioni ed assicurando qualità. Allo stesso modo diversi provider proteggono i propri utenti dallo spam, cosa che ha un impatto decisamente positivo e che gli utenti apprezzano. […]

Le regole sono importanti, ma mentre abbiamo regolamentato i prodotti chimici, il cibo o i giocattoli, abbiamo invece lasciato per lo più intatta Internet, proprio perché è fonte di così tante idee. […]

  • Primo, dobbiamo permettere l’innovazione. […]
  • Secondo, dobbiamo assicurare la trasparenza. […]
  • Terzo, le persone devono poter scegliere i propri servizi Internet. […]
  • Quarto, l’innovazione ha bisogno di competizione. […]

È chiaro che ogni cittadino europeo si aspetta protezione dalle tattiche commerciali, ed è esattamente ciò che forniremo. Una salvaguardia per ogni cittadino europeo, su ogni dispositivo, su ogni network; una garanzia di accesso completo ad un Internet aperto, senza blocchi o differenze di velocità tra servizi in concorrenza. […]”

Dunque, almeno per quanto riguarda il livello legislativo, possiamo ritenerci fortunati a vivere in Europa. Speriamo che i lavori in tal senso procedano spediti e senza intoppi.

Foto in evidenza di Kai Mörk, fonte Wikimedia Commons.