NSA e amministrazione Obama travolti dallo scandalo: svelata una vasta operazione di sorveglianza di telefonate e traffico internet

NSA e amministrazione Obama travolti dallo scandalo: svelata una vasta operazione di sorveglianza di telefonate e traffico internet

Quanti definivano Richard M. Stallman estremista, fondamentalista o addirittura paranoico circa le sue teorie sulla sorveglianza governativa tramite i dispositivi mobili, servizi web e cloud, dovranno decisamente ricredersi di fronte a questo nuovo scandalo che ha travolto l’amministrazione americana. Come per WikiLeaks e le illuminanti rivelazioni del soldato americano Bradley Manning, anche in questo caso le notizie sono affiorate grazie alle rivelazioni di una “talpa”.

Si tratta del 29enne Edward Snowden, ex assistente tecnico della CIA, ora alle dipendenze della Booz Allen Hamilton, una società che lavora per la National Security Agency (NSA), colosso delle consulenze high-tech e beneficiaria di diversi contratti da parte del Dipartimento alla Difesa. La biografia di Snowden rivela una vita segnata da una forte disillusione nei confronti dello stato che ha servito sia nell’esercito, che nella CIA, che infine (indirettamente) nella Booz Allen Hamilton. Snowden, ora rifugiatosi in un hotel ad Hong Kong, ha spiegato di aver rinunciato ad una vita comoda, uno stipendio di 200mila dollari l’anno, una fidanzata e una famiglia, per non permettere al governo americano di distruggere la privacy su Internet e le libertà fondamentali dell’uomo. Vediamo dunque cosa ha rivelato.

La National Security Agency avrebbe realizzato un programma di sorveglianza di reti telefoniche, Internet e transazioni via carte di credito denominato “Prism”. Tra i provider coinvolti spiccano i nomi di Verizon, AT&T e Sprint, mentre tra i colossi del web spiccano quelli di Google, Facebook, Skype, Yahoo, Aol, Apple e Microsoft. Mentre Larry Page di Google e Mark Zuckerberg di Facebook si sono affrettati a negare ogni coinvolgimento diretto nell’operazione, il New York Times ha rivelato veri e propri negoziati tra l’NSA e praticamente tutti i colossi della Silicon Valley (ad eccezione, pare, di Twitter).

Il presidente Obama è intervenuto dichiarando che il programma Prism è ben noto ad ogni membro del Congresso ed autorizzato più volte dal 2007 con appoggio bipartisan, sostenendo poi che sia necessario trovare un bilancio fra la sicurezza degli americani e il diritto alla privacy al fine di prevenire il terrorismo. Il presidente ha precisato inoltre che il programma di raccolta di dati da parte dell’intelligence non era segreto, ma riservato, oltre che legale e limitato e rispettoso della costituzione.

Timeline of NSA Domestic Spying | EFF

Timeline of NSA Domestic Spying | EFF

È dunque questo il prezzo della sicurezza nazionale? Una sorveglianza praticamente totale su tutta la nostra vita digitale?

E la trasparenza nelle condizioni di servizio? Era tutto chiaro e ben spiegato? Abbiamo potuto sceglierlo? Queste operazioni erano documentate nei famosi rapporti annuali di trasparenza di servizi come Google e Facebook? Credo che vedremo la Silicon Valley in ginocchio grazie a una moltitudine di sacrosante class action…

Chi ritiene che questa sia una faccenda che coinvolge solo i cittadini americani si sbaglia di grosso. Operatori telefonici a parte, i servizi web commerciali che tutto il mondo, Italia compresa, utilizza hanno server localizzati sul suolo americano e dunque soggetti a legislazione (e controllo) americana. Sentenziare un “Ah, ma io non sono un terrorista, non ho nulla da nascondere” serve molto a poco, dal momento che nessuno a questo punto può garantire che non siano stati esaminati ed utilizzati ad esempio informazioni industriali, magari strategiche, o informazioni che comunque possono garantire vantaggi strategici agli USA e alle sue industrie.

Ora attendiamo gli sviluppi, vedremo quali poltrone salteranno e come si pronuncerà a riguardo l’Europa.

Per chi si chiedesse “Sì, ma che alternative ci sono a questi servizi?” consigliamo di sfogliare i numerosi articoli di questo blog a riguardo 😉

Nota:

Pur essendomi documentato nella maniera (che ritengo) più completa, è possibile che abbia scritto qualche inesattezza. Visto l’argomento delicato, sono dunque disponibile a rettificare eventuali imprecisioni (a fronte di opportuna documentazione).

Fonti: