Vendere (molti) libri digitali in maniera più equa

Vendere (molti) libri digitali in maniera più equa

E se il modello di business dell’editoria digitale fosse deciso dai lettori stessi? Cosa succederebbe se si desse loro carta bianca, piena fiducia?

Buttiamo lì qualche punto su cui molto probabilmente si andrebbe a cadere:

  • Un prezzo più equo
  • Libertà di utilizzo
  • Ripartizione equa dei guadagni tra autori/editori/distribuzione

Pura fantasia? Direi di no, visto che c’è chi sta calcando questa formula già per la seconda volta.

Humble Bundle è un’iniziativa che già da alcuni anni ha dimostrato che improntare il proprio modello di business nel rapporto di fiducia e rispetto dei propri clienti premia, e non poco. Tutto è partito con la vendita di videogames, ma poco a poco l’esperimento è stato ampliato alle applicazioni mobili, alla musica e ai libri.

La formula funziona così:

  • Si mette in vendita un “bundle”, ovvero un gruppo di 5-6 giochi, applicazioni, libri, ad un prezzo libero per un periodo limitato (2 settimane)
  • L’oggetto della vendita è DRM-free, ovvero libero da restrizioni digitali anti-pirateria: si da massima fiducia in chi compra
  • L’oggetto della vendita è multipiattaforma o multiformato, ovvero si permette a chiunque di fruire di ciò che è in vendita a prescindere dal tipo di PC o dispositivo che utilizzi
  • Una parte del compenso viene dato in beneficenza
  • Chi compra può scegliere come ripartire il prezzo, che decide lui stesso, tra autori, beneficenza e distribuzione (i gestori del sito Humble Bundle)
  • Chi supera l’offerta media viene premiato con un bonus di prodotti

Questo sistema ha dimostrato, attraverso ormai innumerevoli edizioni ed iniziative, di poter fare grandi numeri di vendita che, moltiplicati per i prezzi liberi modesti (ma non troppo), garantiscono guadagni complessivi elevati con soddisfazione di tutte le parti in gioco, tra l’altro riuscendo a promuovere per lo più autori indipendenti.

In Italia si parla tanto di crisi dell’editoria, che sia il caso di ripensare un po’ i modelli economici?