Ubuntu Edge: folle ambizione o geniale marketing?

Ubuntu Edge: folle ambizione o geniale marketing?

Fuga di immagini a parte, è stata una sorpresa. Canonical aveva più volte ribadito di non voler produrre in prima persona device o PC, nonostante le tante accorate richieste di chi vede quest’azienda sempre più simile ad Apple quanto ad innovazione, ambizione, presenza nelle news e capacità di stupire. E infatti è stupore.

Ubuntu Edge è già il progetto dei record: lo smartphone con l’hardware più prestazionale e sofisticato che le attuali tecnologie possano offrire (oltre a un design decisamente unico, riconoscibile e affilato come suggerisce il nome stesso), da realizzare attraverso la campagna di crowdfunding (con la formula “tutto o niente”) più alta mai tentata fino ad ora. Una produzione limitata a 40.000 pezzi per un costo complessivo di 32 milioni di dollari. Mark Shuttleworth spiega che sono i numeri per garantire un costo al pezzo accettabile.

Ma cosa significa tutto questo?

Canonical afferma che non vuole scavalcare i tanti vendor e operatori interessati a Ubuntu Touch, ma vuole mostrare attraverso un dispositivo “milestone” la concretezza della sua idea di convergenza, quella che alcuni magazine hanno battezzato come “unified computing”. Un Sistema Operativo unico per tutti i device e un device unico alla base di tutte le attività, mobili o fisse. Ubuntu Touch e Android in dual boot, entrambi capaci di generare Ubuntu Desktop se collegati a monitor e tastiera, una soluzione rivolta all’enterprise, ma che strizza l’occhio a chi ricerca innovazione ed esclusività.

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L’importanza di un milestone

La realtà è che a livello di marketing è una mossa geniale, a mio avviso ben studiata e meditata. I (tentativi di) record fanno notizia. Un device così esclusivo da far sembrare l’iPhone un giocattolino obsoleto e, passatemi il termine, da “poveri pezzenti” fa notizia. Per 31 giorni tutto il mondo “Tech” sarà incollato a quel counter, che infatti sta salendo a un ritmo vertiginoso. Si tratta di accaparrarsi un oggetto del desiderio in edizione limitata, come accade per le supercar (bisogna sempre produrre un esemplare in meno della domanda per scatenare il desiderio). Tutti conosceranno Ubuntu Touch e lo assoceranno a quel dispositivo “da sogno”. È geniale.

In scala ridotta è simile alla strategia di Samsung nel creare un brand con la gamma Galaxy e portando Android, un sistema adottato anche da dispositivi low-end, a competere con iOS, anche in termini di esclusività.

Mi sbilancio

Secondo me ce la farà. Ubuntu Edge centrerà la campagna ed entrerà nella storia. Mark Shuttleworth ha l’occhio vispo e un sorriso che non mente 😀